A volte vorrei spaccare tutto. Urlare in faccia a chi mi dice “basta mangiare” come se fosse facile. Come se fosse una scelta. Non capiscono un cazzo. Non capiscono che io non voglio farlo. È che mi scatta qualcosa dentro. Una fame che non è fame. È più tipo… un buco. E io provo a riempirlo. Ma poi quel buco diventa nausea, disgusto, schifo. Allora butto fuori tutto. E ricomincia il giro.

E poi tutti a dire: “Ma sei così bella, perché ti fai questo?” Ma bella dove? Bella cosa? Io mi vedo e mi faccio schifo. Mi vedo e mi odio. Odio le mie cosce, odio il mio viso, odio perfino le mie mani quando afferrano il cibo.

E odio me stessa per non riuscire a smettere. Perché alla fine sono sempre io a farlo. Sempre io a spingermi al limite. Sempre io a farmi schifo.

Vorrei solo pace. Una volta. Una cazzo di volta senza pensare al cibo, senza pensare a quanto peso, a quanto faccio schifo. Una volta sola. Poi possono anche spararmi, giuro.

Non so più nemmeno contro chi sono arrabbiata. Forse con me. Forse col mondo. Forse con chi mi ha insegnato a odiarmi.

Tanto nessuno vede niente. Tanto sorrido sempre. Tanto va sempre tutto bene, no?

Fanculo.